Una mela al giorno

“Una mela al giorno toglie il medico di torno”.

Che la mela sia il frutto del melo (Malus communis) è un dato di fatto ben lontano dal costituire una novità, così come non si dice nulla di nuovo quando si afferma per l’ennesima volta che “una mela al giorno toglie il medico di torno”.

Oltre ad allontanare la compagnia del personale sanitario, di cui faremmo volentieri a meno in determinati frangenti, pare proprio che il consumo regolare di mele aiuti a sbarazzarsi anche di altre, indesiderate, compagnie.

E’ il caso, ad esempio, del colesterolo, ma anche degli odiati chili di troppo. Tutto ciò, ovviamente, a patto che le mele siano inserite in un piano dietetico non dico rigoroso, ma comunque attento e rispettoso della salute del buongustaio.

Iniziamo a dire che al pari della verdura e di alcuni tipi di frutta, la mela è un alimento ideale per iniziare un pasto. Se mentre siamo impegnati nella preparazione di laboriose portate culinarie, siamo colti da un irresistibile appetito, sgranocchiare una mela è la soluzione migliore.

Consumare uno di questi frutti prima dei tre pasti principali aiuta, infatti, a calmare anche l’appetito più vorace, meglio ancora se si associa a un bel bicchiere di acqua.

Il segreto delle straordinarie proprietà nutrizionali e salutistiche delle mele è in gran parte nascosto dietro una fibra solubile, chiamata pectina, di cui sono particolarmente ricche.

Questo polisaccaride indigeribile aiuta a controllare i livelli di colesterolo, contribuisce a regolare il funzionamento intestinale e tiene sotto controllo l’appetito.

Inoltre, la sua fermentazione da parte della flora batterica intestinale, origina acidi grassi a corta catena, che avrebbero un effetto protettivo sullo sviluppo del cancro al colon.

Una mela di media grandezza, se consumata insieme alla buccia, fornisce circa 4 grammi di fibre. Tuttavia, a differenza di quella presente in altri alimenti, come i cereali integrali, la crusca e molte verdure, buona parte della fibra contenuta nella mela è solubile in acqua.

Questa proprietà le consente di formare, all’interno del nostro intestino, una massa gelatinosa, che intrappola al suo, interno i lipidi e gli zuccheri in eccesso, ma anche alcune sostanze pericolose e, bisogna comunque dirlo, micronutrienti importanti per il nostro organismo.

Tuttavia, giacché fortunatamente abbiamo a disposizione cibo in eccesso, quest’ultimo aspetto deve semplicemente ricordarci che non bisogna mai esagerare nel consumo di un dato alimento, anche quando è particolarmente benefico come la mela. Insomma, tanto per rimanere in tema di detti popolari… “il troppo storpia”.

La mela, insieme agli agrumi, rappresenta una delle fonti più generose di pectina, dalla quale è estratta e purificata con lo scopo di aggiungerla a moltissimi integratori alimentari e prodotti dietetici, compresi quelli per diabetici (gli integratori di pectina abbassano la glicemia postprandiale) e per il controllo del peso.

In molti casi, gli studiosi hanno dimostrato che, a parità di peso, la fonte naturale nel suo insieme (la mela in questo caso) è molto più salutare della singola sostanza da essa isolata (pectina assunta come integratore). Le mele, infatti, non contengono soltanto fibre, ma anche preziose vitamine e minerali.

Un altro vantaggio?

La mela è un cibo pratico, pronto al consumo e non sporca i vestiti quando ci cade addosso, aspetti non certo trascurabili nell’era frenetica dei fast-food.

Inoltre, il suo sapore gustoso e croccante, lievemente dolce, mettono d’accordo la stragrande maggioranza dei palati, compresi quelli più reticenti al consumo di frutta e verdura.

Un requisito importante e irrinunciabile delle mele è la loro freschezza. Con il passare del tempo, infatti, il contenuto di acqua e vitamine del frutto decade progressivamente, rendendolo meno croccante e salutare. Un buon criterio per valutare il grado di freschezza di una mela è di osservarne la buccia.

Quando si presenta lucida e tesa, a protezione di una polpa compatta, significa che il frutto è stato colto da poco e conservato nel modo migliore; al contrario, una buccia raggrinzita, come le rughe sul viso di una persona, indica che i tempi della giovinezza sono ormai un lontano ricordo.

Una volta acquistate, le mele andrebbero conservate in frigorifero, dove la temperatura, poco superiore agli 0°C, consente di mantenerne a lungo la caratteristica croccantezza e sapidità.

Mele: mangiarle con o senza Buccia?

Personalmente consumo le mele con la loro buccia; ovviamente, solo dopo un accurato e generoso lavaggio.

Che questa sia una fonte di pericolosi pesticidi, infatti, è vero soltanto in parte. Una certa tutela, innanzitutto, deriva dai controlli cui le mele sono sottoposte ancor prima della raccolta, tanto che, in teoria, al momento del consumo il frutto dovrebbe aver ormai perso ogni residuo pericoloso.

In secondo luogo, i pesticidi utilizzati in agricoltura nei Paesi industrializzati come il nostro, non sono poi quei veleni mortali cui si è portati a credere, soprattutto quando sono ingeriti in quantità limitate.

Terzo, molti alimenti vegetali, anche se colti nel luogo più incontaminato che esista, contengono al loro interno veleno molto più pericoloso di quelli usati per proteggerli da parassiti e bestioline varie.

Gli stessi semi delle mele, ad esempio, contengono cianuro, anche se in quantità del tutto innocue. Il melo e le altre piante, infatti, non hanno gambe o ali, di conseguenza non possono scappare dai “predatori”; in compenso, possono difendersi elaborando sostanze tossiche per gli animali che se ne nutrono.

Perciò, poiché “tutto è veleno, niente è veleno, la differenza sta nella dose” molti esperti concordano che le mele si possano tranquillamente consumare conservando la buccia dopo un opportuno lavaggio; a scopo cautelativo, è meglio allontanarla se il frutto è consumato durante la gravidanza o lo svezzamento.

Infine, la mela ha un buon potere diuretico ed è indicata nei disordini del tratto gastrointestinale (diarrea, stitichezza e meteorismo); se di medie dimensioni (200 grammi) apporta all’incirca un centinaio di calorie.

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