Drenaggio, disintossicazione e depurazione

Per quanto i termini drenaggio, depurazione e disintossicazione possano sembrare simili nel significato, in realtà essi contengono sfumature che li differenziano l’uno dall’altro.

La depurazione consiste nel drenare e de-tossificare. Il drenaggio è una tecnica terapeutica che permette l’eliminazione delle tossine attraverso quelli che sono considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle e polmoni.

È convinzione recente che per “drenare” l’organismo sia sufficiente eliminare i liquidi in eccesso bevendo molta acqua e, quindi, con molta urina.

Il risultato finale di un buon drenaggio consiste sicuramente in un aumento della diuresi, ma anche in un aumento delle secrezioni biliari, del transito intestinale, della secrezione delle ghiandole sudoripare e nella regolazione della secrezione sebacea.

Se il drenaggio è effettuato correttamente, si avvertirà allora una sensazione di benessere accompagnata da una diminuzione del senso di fatica.

Quando si parla di drenaggio, spesso non si considera il ruolo fondamentale del sistema linfatico.

La doppia circolazione sanguigna e linfatica permettono ai liquidi tissutali extra-cellulari di rinnovarsi: è, infatti, il sistema linfatico che si occupa di raccogliere i residui metabolici, le sostanze proteiche in eccesso ecc., dagli spazi tissutali extra-cellulari per riportarli al sistema venoso e quindi al fegato per la disintossicazione.

La de-tossificazione o disintossicazione, è l’insieme di quei meccanismi con cui l’organismo riesce a eliminare o a rendere innocui i composti tossici che si formano o che penetrano in esso durante le fasi del metabolismo stesso.

Il principale organo preposto a ciò (neutralizzazione delle tossine) è il fegato che filtra il sangue per rimuovere le tossine più estese (attraverso il sistema reticolo-endoteliale); smembra le sostanze chimiche indesiderate; sintetizza e secerne la bile ricca di colesterolo e di altre tossine liposolubili [da eliminare].

Tale processo avviene in due fasi, la I e la II. La prima neutralizza direttamente la tossina, o modifica la sostanza chimica tossica per formare intermedi attivati che saranno a loro volta neutralizzati da uno o più sistemi enzimatici di fase II.

Solo dopo una corretta de-tossificazione di fase I e II sarà possibile depurare l’organismo in modo efficace, in caso contrario le sostanze tossiche si potrebbero accumulare, rendendo poco efficace qualsiasi azione di depurazione.

Le tossine provengono da: processi metabolici, scorretta alimentazione, inquinamento atmosferico, stress ambientale e dalle pareti cellulari dei batteri che sono assorbite dall’intestino dette endotossine.

Le endotossine si riversano nel sangue quando la loro quantità assorbita è eccessiva o, il fegato, funzionando in modo inadeguato, non è in grado di filtrarle.

Se le endotossine riescono a raggiungere il circolo ematico, si attiva il sistema del complemento.

Questo ha il ruolo di aggravare i processi infiammatori, e la sua attivazione è responsabile di gran parte delle infiammazioni alle cellule che avvengono in molte malattie tra cui: gotta, artrite e psoriasi.

Queste condizioni possono essere curate con la Salsapariglia che esercita un’azione legante sulle endotossine in circolo.

A nuova conferma dell’effetto della Salsapariglia come legante delle endotossine, ricordiamo il suo uso storico nella cura della febbre, poiché le endotossine assorbite causano in rialzo termico.

È stato accertato che gli «individui affetti da psoriasi hanno in circolo elevate quantità di endotossine».

Per approfondimenti visitare il sito: www.drgiorgini.it

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